Asia: il nuovo leader mondiale del gambling

L’Asia si propone come nuova capitale mondiale del Gambling e si prepara a sorpassare gli Usa, da sempre indiscussi leader nel settore del gioco d’azzardo. Centro nevralgico dell’operazione sarà Macao, splendida metropoli situata lungo la costa meridionale della Cina, nonché fiore all’occhiello dell’industria del gioco d’azzardo asiatico. Per la Cina, Macao rappresenta essenzialmente una “slot coast” (terra di slot machine) che può vantare di ospitare la famosa Cotai Strip: trentatré casinò in trenta chilometri quadrati, caratterizzati dalla presenza di luci e colori sgargianti, bellissime donne e da intrattenimento di vario tipo, per tutte le esigenze e per l’intrattenimento di ogni singolo gambler. Per la Cotai Strip di Macao gli esperti ipotizzano un fatturato vicino ai 25 miliardi dollari, cinque volte quello di Las Vegas. Si prevede addirittura un raddoppio delle entrate nei prossimi anni e di conseguenza una solida crescita del 18% all’anno, a fronte del 5% di Las Vegas e di Atlantic City. Il merito di tale successo va, comunque, attribuito alle strategie del governo cinese che, nel 2002, ha aperto il mercato del gioco d'azzardo a operatori stranieri, dopo il monopolio del plurimiliardario cinese Stanley Ho. Oltre a Macao, l’industria asiatica del gamgling investirà le proprie risorse nella città di Singapore, trasformandola in un secondo cuore pulsante del mercato del gioco d’azzardo mondiale, e nei paesi minori del continente quali Corea del Sud e Sri Lanka, dove, dopo decenni di guerra civile, si pensa di rilanciare l’economia sfruttando il turismo del gioco d’azzardo. Il promettente futuro dei casino è quindi in Asia, dove giochi da casinò come Bingo, Blackjack e Roulette stanno progressivamente conquistando i paesi di Levante, a svantaggio dei giochi tradizionali locali come il Pachinko. Nel frattempo, lo storico e celebre casinò di Las Vegas, tra problemi con i gestori delle case da gioco e i manager delle piattaforme dei casino online, non può fare altro che assistere impotente alla rapida e preoccupante ascesa del mercato asiatico nel campo del gioco d’azzardo, di cui un tempo era il padrone assoluto